L’ipnosi nello sport

a cura della Dr.ssa Irene Monicelli

Così come nelle mode, anche nell’ambito della psicologia, capita di ripescare dal passato tecniche o argomenti e riportarli alla ribalta spolverati da vecchi stereotipi e conferendogli nuovo lustro con studi effettuati col sostegno delle nuove tecnologie. E’ il fortunato caso anche dell’ipnosi, una tecnica di vecchia data, da sempre presente in psicologia e che ad oggi ha assunto un nuovo volto con le tante applicazioni possibili.
Una di queste applicazioni è proprio nell’ambito della prestazione sportiva.

Per chi magari ancora non ha ben chiaro cosa sia l’ipnosi, possiamo definirla come come uno stato di coscienza diverso dal comune stato di veglia o attenzione che sperimentiamo normalmente (Weitzenhoffer, 2000). In uno stato ipnotico, le suggestioni fornite dall’ipnotista (o in modo autonomo se parliamo di autoipnosi) sono fornite in modo specifico per produrre cambiamenti nel soggetto. I cambiamenti possono riguardare le percezioni, le emozioni, i pensieri in modo tale da agevolare il cambiamento a lungo termine di schemi di comportamento, compreso quello motorio (Heap&Aravind, 2002). Detto in altri termini, si tratta di uno stato mentale in cui la persona ha accesso a risorse a cui normalmente può accedere solo casualmente e in modo inconsapevole. Attraverso la pratica dell’ipnosi è possibile gestire e rendere ripetibile questo fenomeno, anche a comando nelle situazioni in cui il soggetto ne ha bisogno.

A partire da queste considerazioni è facile intuire i molti modi in cui l’ipnosi può migliorare la performance sportiva.
Se sei uno sportivo, un golfista a maggior ragione, sarai ormai certo che le capacità mentali siano altrettanto importanti rispetto a quelle fisiche e tecniche. Grazie alla psicologia dello sport che attribuisce grande rilievo alla prestazione mentale, questa idea è diventata certezza dimostrata da studi effettuati a riguardo (De Petrillo, Kaufman, Glass, & Arnkoff, 2009; Hardy & Nelson, 1988; Jones, 2003; Straub, 1989; Vealey, 1988, 2012; Weinberg & Gould, 2007). Le variabili che vengono considerate nell’applicazione dell’ipnosi in ambito sportivo, riguardano il livello della prestazione, lo stato di flow, l’autoefficacia, le capacità di visualizzazione, la regolazione psicofisiologica e degli stati mentali ed emotivi. L’ipnosi ha infatti un effetto potenziante di questi aspetti. Ma come?

Diverse sono le possibilità di intervento in campo sportivo tramite l’uso di ipnosi. Alcuni protocolli puntano a migliorare l’efficacia di pratiche di allenamento mentale già consolidate ed efficaci come le tecniche di visualizzazione (o mental imagery, imagery; Liggett, 2000; Mizuguchi, Nakata, Uchida, & Kanosue, 2012; Taktek, 2004; Weinberg, 2008). In questi casi si chiede al soggetto di ripercorrere le varie fasi o i vari passaggi della gara, in modo tale da migliorare la consapevolezza del corpo e delle emozioni provate in modo da perfezionare il gesto, gestire gli stati emotivi e migliorare le capacità tecniche. Più l’esperienza vissuta risulta vivida, più l’atleta può beneficiare di miglioramenti nei livelli di prestazione e l’ipnosi è una tecnica che riesce a rendere molto profondo e vivido questo tipo di vissuto.

Alcuni ricercatori hanno inoltre testato proprio in ambito golfistico, l’interazione tra ipnosi nello sport e tecniche di visualizzazione osservando un aumento della vividezza delle immagini create ed un miglioramento nella prestazione dell’atleta (Pates, Oliver and Maynard 2001).

L’ipnosi nello sport permette di lavorare anche sui livelli di auto efficacia dell’atleta (è la fiducia che il soggetto ha nelle proprie capacità), costrutto fondamentale per emettere buone performance. La letteratura che la psicologia dello sport può riportare a riguardo, dimostra che alti livelli di autoefficacia sono correlati con performance di alto livello sul campo di gara. Alcuni studiosi ritengono talmente determinante questo aspetto da considerarla una delle singole variabili più importanti tra quelle studiate dalla psicologa sportiva (Moritz, Feltz, Fahrbach, & Mack, 2000; Feltz, Short, & Sullivan, 2008;).

Grazie alle suggestioni fornite in ipnosi in sessioni di allenamento o di lavoro specifico, è possibile aumentare la propria autoefficacia.
Altre dimostrazioni sull’efficacia dell’ipnosi applicata in ambito sportivo, riguardano studi effettuati sugli stati di flow. Il flow è quello stato in cui ci sentiamo completamente assorbiti da quello che stiamo facendo, quello stato in cui anche azioni o ragionamenti complessi ci riescono con grande naturalezza. Quando siamo in questo stato, le nostre capacità, tecniche, cognitive, motorie sono al massimo del potenziale e le nostre prestazioni aumentano notevolmente. Da notare come, sia gli sportivi che hanno provato il flow, sia gli studiosi che lo hanno indagato, descrivono questo stato in modo grandemente simile allo stato di trance ipnotica, tanto da portare i ricercatori a ipotizzare che i due stati siano sovrapponibili (Pates, Oliver & Maynard, 2001). L’ipnosi permette dunque di ricreare lo stato di flow e di renderlo accessibile all’atleta nel momento della gara.

L’ipnosi dunque dà la possibilità di rendere ripetibili determinati stati mentali e di favorire l’accesso a risorse inconsce. Ma le potenzialità della tecnica non finiscono qui. Infatti, dopo aver avuto esperienze di trance ipnotica indotta da un tecnico competente, è possibile ricreare lo stesso stato di trance anche in autoipnosi. Nell’autoipnosi infatti le suggestioni vengono fornite direttamente dal soggetto stesso, senza bisogno che sia presente un’altra persona e questo rende l’atleta estremamente autonomo nella gestione dei propri stati mentali, emotivi, dandogli la possibilità e il potere di accedere, quando lo desidera, al suo massimo livello prestazionale.

L’uso dell’ipnosi in ambito sportivo è davvero un ambito vasto e dalle potenzialità molto ampie. Come suggeriscono le ricerche che abbiamo visto, e tante ancora ce ne sarebbero, l’ipnosi nello sport può essere uno strumento davvero utile nella preparazione mentale degli atleti, sia dal punto di vista del livello di prestazione che per quanto riguarda variabili più specifiche che coinvolgono aspetti emotivi. Sono davvero sempre di più gli atleti professionisti che si avvicinano a questa tecnica e ne traggono benefici, sotto tutti i punti di vista.

Se ancora siete scettici nei confronti dell’ipnosi e fate fatica ad abbandonare vecchi retaggi ad essa legata, provate a chiedervi se sareste in grado, in questo preciso momento di attivarvi, accedere alle vostre risorse più nascoste e potenti mentre siete in questo stato di normale veglia… Se la risposta è no ma vi piacerebbe poterlo fare e allenare questa capacità per migliorare nella pratica sportiva, allora potreste pensare di rivolgervi ad un esperto e imparare tecniche di ipnosi e autoipnosi applicate allo sport!

By |2017-12-06T16:48:31+00:00Luglio 19th, 2017|Psicogolf|